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    November 02

    forse dovrei numerarli..

    Quando la madre arrivò davanti alla porta della camera per avvertirla che il pranzo era pronto,non riuscì a muoversi.Restò con il pugno chiuso a pochi centimetri dal legno di noce che la separava dai singhiozzi di sua figlia.E rivisse tutto.Di nuovo.

     

    Sette anni.

     

    Sette anni che non sentiva la sua voce,sette anni che non si perdeva nel suo sorriso,sette anni che piangeva ogni notte.

     

    Avevano trascorso una bellissima serata insieme.La cena in quel bel locale vicino agli Champs Elysees,il viso impiastricciato di cioccolata di Francesca e i due fratellini più grandi a parlottare passeggiando lungo i viali.Sempre così complici quei due.Massimiliano già allora somigliava tantissimo al padre e non vedeva l’ora di seguirne le orme.

    La serata piacevole,anticipazione di una calda estate,le luci dei lampioni,la sagoma della torre.Carla sentiva ancora tutto addosso.

    “L’ultimo viaggio” sussurrò ad un certo punto Victor all’orecchio destro della moglie.

    “Cosa?” rispose stupita la donna scostandosi un po’dal forte abbraccio del compagno.

    Francesca si divincolò dalla mano della madre per correre verso i fratelli a pochi passi di fronte a lei.

    “Francesca!Attenta!”

    “Non preoccuparti mamma,sta con noi”risposero in coro Massimiliano e Rebecca,stringendo le manine della piccola che continuò la sua passeggiata tra i due ragazzi.

    Rassicurata Carla rivolse lo sguardo verso gli occhi neri del marito che adesso guardava i bambini.

    “Domani sarà l’ultima volta che vi lascio soli.Ho deciso.Niente più viaggi in giro per il mondo,niente più avventure.Domani prenderò l’aereo per Nairobi,ma sarà l’ultimo.Voglio godermi i miei figli,voglio fare a loro le mie foto.Voglio andare a prenderli a scuola,voglio svegliarmi con i loro piedi in faccia se capita.Voglio viverli.

    Ho visto l’alba al polo sud,il tramonto nel deserto e la vastità dell’oceano.Ho visto nascere cuccioli di panda,capanne di fango e grattacieli infiniti.

    Eppure non c’ero quando Becca ha detto la sua prima parola,non c’ero al primo giorno di scuola di Massimiliano e non so quando Francesca ha iniziato a ciucciare la sua copertina.Capisci?Mi manca tutto questo.”

    Carla lo guardava senza riuscire a trovare le parole.

    “Al ritorno da Nairobi resterò con voi e finalmente potremo iniziare la nostra vita insieme.E se avremo voglia di viaggiare lo faremo tutti insieme”

    La donna continuava a camminare guardando stupita il viso del suo uomo che adesso la guardava sorridendo.

    “Allora?te la senti di avermi ogni giorno tra i piedi?”

    Un forte abbraccio fu la risposta più chiara che potesse ricevere.E lui la ricambiò fermandosi in mezzo al viale e affondando il viso nei capelli castani che tanto amava.

    Quando i bambini si voltarono e si accorsero dei loro genitori abbracciati sorrisero furbamente tra loro.Il loro papà non li avrebbe più lasciati soli.

    Si era fatto tardi per Francesca che dava ormai evidenti segni di “cedimento”.Decisero di avviarsi all’automobile per tornare a casa.

    Quella famiglia sprizzava gioia da tutti i pori.

    Arrivati di fronte alla porta di ingresso,Carla stringeva tra le braccia un’addormentata Francesca e Victor teneva per mano i due piccoli.

    Il due Labrador di casa li accolsero rumorosi.Massimiliano corse nella sua cameretta seguito dai cuccioloni.Il giorno dopo avrebbe accompagnato il padre all’aeroporto insieme alla nonna e si sentiva euforico.

    Carla,dopo aver messo a letto la piccola,si avviò in camera aspettando il suo compagno che nel frattempo aveva preso Becca in braccio per accompagnarla nella sua camera.

     

    “Non andrai più via,vero?”

    La bimba lo guardava con gli occhi più belli che il padre avesse mai visto.Occhi grandi e profondi,carichi di aspettative e felicità sopita da troppo tempo.

    “Te lo prometto cucciola.Non ti lascio più.”

    Con un bacio la lasciò sul letto morbido e attese, seduto accanto a lei,che quegli occhi ora ancora più luminosi si chiudessero.

    Si alzò poco dopo guardando ancora quel sorriso sul volto della figlia,spense la luce e chiuse la porta.

    A pochi passi da lui,l’altra donna della sua vita, sentiva il cuore scoppiare,e lui non aveva intenzione di farlo smettere.