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June 05 finalmente“Accidenti che caldo insopportabile oggi. Si stava decisamente meglio a Dublino. Ho bisogno di un paio di docce e di qualcosa di commestibile. Sull’aereo credo di aver mangiato qualcosa di non troppo diverso da un pezzo di cartone”
“Certo tesoro. Noi abbiamo appena finito la seconda portata,ma ho abbondato con le dosi e posso rimediare un bel piatto di pasta. Altrimenti,non so. Dimmi tu, così mentre sei di la posso prepararti qualcosa”
“Non preoccuparti mamma,va bene qualunque cosa. Ah, ho dei regalini per voi due, non ve la filate!”
Becca e Francesca si scambiarono sguardi di sufficienza fingendo la massima indifferenza all’idea di ricevere un regalo. Ma in realtà tutte e due fremevano di curiosità. E Max lo sapeva bene. Per questo avrebbe lasciato sulle spine le due donne il più a lungo possibile.
“Faccio una doccia e arrivo.”
Il ragazzo si allontanò lasciando un buon profumo maschile dietro di sé. Appena fu sparito dalla loro visuale, le ragazze si lasciarono andare alle più bizzarre ipotesi in relazione al regalo che avrebbero ricevuto. Ovviamente la più fantasiosa era Francesca che incominciò a pensare ad oggetti anche impossibili da trasportare.
“Avanti Fra. Come può averti regalato un set di valigie Gucci? O un cappotto Armani? Hai visto il suo bagaglio? E poi scusa, queste cose ce le hai già e ad ogni servizio di moda ricevi tanta di quella roba! Sei davvero incontentabile”
La madre sorrideva da dietro l’isola attrezzata della cucina, osservando le due ragazze chiacchierare.
Francesca parlava gesticolando e saltellando da una parte all’altra della grande cucina, Becca la ascoltava divertita restando appoggiata alla credenza e tenendo le braccia snelle e abbronzate incrociate dietro la nuca.
“Allora? Quanto siete curiose? Scommetto che ormai siete al limite”
Divertito, Massimiliano era tornato in cucina indossando una T-shirt bianca e un jeans strappato. I capelli erano tornati ribelli e adesso i muscoli erano più evidenti sotto il cotone leggero della maglietta.
“Regalo? Quale regalo? ah..si..avevamo rimosso, figurati”
Le facce poco convinte che si girarono verso di lei fecero sorridere Francesca.
“Ah,va bene, allora nulla. Becca, per favore, mi prenderesti il borsone? Tanto a miss Polpetta non interessa. Magari li do tutti e due a te.”
“Dai Massy, finiscila. Dammi il mio regalo. Sono o non sono la tua polpetta preferita?”
La risposta dell’uomo fu interrotta sul nascere dall’arrivo di Becca che appoggiò il pesante borsone su una sedia della cucina. Al cenno del fratello fece scorrere la zip che chiudeva il bagaglio e dopo averli presi, poggiò sul tavolo tre pacchetti coloratissimi,ma molto diversi tra loro.
Il primo era pieno di strass e nastri colorati. Non poteva non essere di Francesca che lo scartò in meno di tre secondi.
Un elegantissima scatola bordeaux chiusa da una fascia di velluto nera annunciò la natura del regalo. Almeno alla giovane donna che capì subito che quella scatola altro non era che lo scrigno contenente le scarpe più belle del mondo. Lo stilista che rendeva regina ogni donna con le sue creazioni, aveva realizzato anche quelle contenute nella scatola tra le sue mani.
Becca era spazientita. Aveva scartato tutto in un istante e ora si rigirava tra le mani quella scatola nemmeno contenesse il sapere del mondo. “Ma la apri o no quella scatola? Sono cioccolatini?”
Lo sguardo di Francesca la fulminò.
“cioccolatini? Qui c’è un sogno e tu parli di vile cioccolata? Sono emozionata..”
Tra lo sconcerto dei parenti, la ragazza si decise e lasciò cadere il nastro di velluto e il coperchio del contenitore, scoprendo un paio di sandali neri, altissimi e molto eleganti.
“Li ho fatti disegnare per te. Gli ho mostrato un paio di tue copertine e son venute così. Ci lavoro spesso e mi doveva un favore. Ti piacciono?”
Quelle parole gonfiarono ulteriormente l’ego di Francesca che iniziò a ringraziare il fratello e il resto del mondo mentre indossava all’istante i sandali nuovi.
La videro sparire, ovviamente sfilando, nel salone vicino.
“Immagino questo sia per me”
“Non c’erano dubbi,vero?”
Un piccolo pacchetto ricoperto di stoffa, chiuso da rafia colorata e fiori di carta profumati.
Becca lo aprì con delicatezza, quasi accarezzandolo. |
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